Baja Divide: cactus giganti.

Sono le 5 del mattino quando una gocciolina mi bagna il viso. Piove?
Non lo so… Mi alzo a controllare: non sta piovendo ma una fitta nebbia ci circonda, l’aria umida e i suoni ovattati stridono con il pomeriggio meraviglioso di ieri, ma sappiamo bene che da qui in poi è una condizione normale al mattino.
Stiamo per entrare nella valle de “Los Cirios”, la valle dei ceri, dove i cactus giganti crescono per decine di metri grazie all’umidità della nebbia dal momento che, essendo in zona semi desertica la pioggia non basterebbe al fabbisogno dei cactus.
Ci svegliamo presto, come al solito, e dopo aver fatto colazione ritiriamo tutta la nostra roba inzuppata dall’umidità della notte anche se ormai la nebbia si è dissolta e il sole inizia già a splendere!


Cerchiamo l’uscita del campeggio e ci accorgiamo che, alla fine, il ragazzo di ieri sera non aveva torto! Ci impieghiamo un po’ a trovarla e pedalando sulla sabbia per qualche km arriviamo a Nuova Odisea dove dobbiamo far provviste per i prossimi due o tre giorni. Dovremo attraversare un lungo tratto senza servizi, isolati dal mondo e quindi ci servirà, per la prima volta, caricare tanta acqua!

Davanti al piccolo ma fornitissimo negozio del paese ritroviamo Paul che ha dormito in paese, e altri 3 bikers; stiamo tutti facendo il pieno di provviste! Noi, ormai, siamo considerati “quelli veloci” perchè ci fermiamo poco, anche a socializzare con gli altri, ma la realtà dei fatti è che quasi la maggioranza di chi fa il nostro stesso percorso ha a disposizione ALMENO 45 giorni di tempo mentre noi, inclusi i giorni di volo da e per l’Italia, arriviamo a malapena al mese mentre di giorni effettivi da sfruttare ne abbiamo poco più di 25 e ci deve andare tutto bene, rispettando una certa media chilometrica giornaliera e comunque sappiamo già di dover tagliare alcuni tratti di percorso per poter arrivare a La Paz (e non faremo il cape loop, anello di 600km nella parte a sud della penisola) in tempo per il volo di rientro.


Un po’ a malincuore ripartiamo ancora una volta per primi e iniziamo la lunga salita che ci poerterà nel cuore della valle dei ceri.
Dopo pochi km di salita su un fondo misto di sassi e sabbia iniziamo a vedere i primi cactus giganti, e ne restiamo letteralmente affascinati.

La pista che stiamo seguendo oggi è veramente tosta! Sconnessa come non avevamo ancora trovato, il procedere si fa lento e molto, molto faticoso, il caldo soffocante non ci sta sicuramente aiutando; poche ore fa, a Nueva Odisea, c’erano 22 gradi, ora siamo intorno ai 30 e non c’è un filo d’aria a darci refrigerio. La strada, a tratti, si impenna con ripidi strappi, pedaliamo e spingiamo su quel che sembra più un letto di un torrente in secca piuttosto che una strada, stiamo faticando veramente tanto oggi! Facciamo soste frequenti per riprendere fiato, cerchiamo di restare idratati ma gli 8 litri a testa di acqua che stiamo trasportando (anche se sembrano tanti) dovranno durarci ancora almeno fino a domani, se non di più, quindi siamo costretti a centellinare le nostre risorse idriche!


La nostra lunga giornata prosegue così, al limite dello scoramento, con la fatica a procedere che sta decisamente prevalendo sul piacere di pedalare, ma sappiamo che giornate così, in viaggio, capitano.

Vorremmo campeggiare in zona, ma non sappiamo per quanto ancora questo lunghissimo sali-scendi ci torturerà e io penso che sia meglio levarselo di torno e di ricominciare domattina pedalando sull’altipiano, piuttosto che ricominciare fin da subito con questa “tortura”. Samy è d’accordo anche se è decisamente stanca e svogliata e a fatica accetta di affrontare l’ultima estenuante salita che ci dovrebbe portare sul tanto agognato altopiano…

Ci sono delle volte in cui le decisioni prese si rivelano decisione perfette. Altre volte in cui, dopo tanto tribolare, un’azione o un luogo o una parola, ci fanno cambiare umore e tutta la fatica fatta e lo scoramento svaniscono in un soffio.

Stiamo scollinando, abbiamo percorso l’ultima grande salita che ormai è quasi il tramonto, la strada piega leggermente a destra, la pendenza finalmente è a nostro favore dopo aver fatto 1500 metri di salita in praticamente una unica interminabile salita con bici che sfiorano i 30kg su una strada veramente devastata quando, d’improvviso, lo scenario cambia!
Siamo nella valle de Los Cirios! Ecco perchè la chiamano così!
I cactus Cardon, quelli che conosciamo tutti, con la forma dei disegni dei bambini, quasi scompaiono lasciando dinnanzi a noi la meraviglia inaspettata.
Un “quasi bosco” di cactus, i Cirros appunto, i ceri, sottili, coperti di spine aguzze, altissimi, alcuni anche una decina di metri, si distende davanti ai nostri occhi e sembra che non abbia fine, si estende fino all’orizzonte.
Le ombre si fanno lunghe, il cielo si tinge di rosso, non c’è un filo di vento, la temperatura scende leggermente e il silenzio surreale ci assorda. Siamo in un posto incredibile, non avevamo mai visto una cosa de genere!

Anche se è dalle 9 del mattino che non incontriamo anima viva, lasciamo la strada e ci defiliamo leggermente, per non dare troppo nell’occhio, prepariamo il campo per la notte, accendiamo un fuoco usando il legno dei cactus caduti e seccati dal sole rovente per scaldarci e per scaldare la purea di fagioli che abbiamo con noi per la cena. Sulle pietre che ho disposto in circolo per proteggere il fuoco posiamo le tortillas a scaldare e ceniamo immersi in questo paradiso.


Decidiamo di togliere il secondo telo della tenda per la notte, ci stendiamo al suo interno e attraverso la rete del tessuto interno una coperta di stelle si stende su di noi.
Non c’è la luna oggi e per la prima volta in vita mia vedo la mia ombra di notte anche se non c’è la luna piena. Potrei passare la notte a contare le stelle e non riuscire a contarle tutte anzi, direi che non basterebbe tutta una vita per farlo.
Il silenzio più silenzioso che orecchio umano abbia mai ascoltato ci avvolge e iniziamo a dormire, ma il pensiero che ci culla oggi è che finalmente siamo immersi in una avventura davvero incredibile e, soprattutto, che siamo davvero piccoli piccoli!

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