Tuscany Trail secondo atto

Ve lo avevamo raccontato due anni fa.  Ci siamo ritornati.


Ancora una volta il tempo ci é tiranno e ancora una volta ci tocca fare i salti mortali per riuscire a mettere insieme il tempo per goderci un poco di libertá. Alle 19.00 scappiamo dal negozio, é sabato e come sempre si lavora ma raggiungiamo Massa ad un’ora ancora decente; quattro parole con Simone e Serena che ci ospitano per la notte e l’indomani mattina presto presto prendiamo il primo treno utile per Firenze. 


Percorriamo il tracciato rivisto per l’anno nuovo, il TT 2017 avrá molto meno asfalto e sará, almeno tra Firenze e Siena decisamente piú impegnativo ma anche piú bello. Mai un tratto in piano, sempre strappi sterrati, passaggi nuovi e mai noiosi, con molti tratti lungo la via francigena. Di nuovo rivediamo posti magici come Monteriggioni, Siena, le strade bianche dell’Eroica, Pitigliano, Sorano, l’Argentario…

Pedalare qui é sempre uno spettacolo, anche quando il cielo diventa nero e il vento contrario ti butta contro secchiate di acqua, facendoti pensare “eh no, ancora!” ma anche che, in fondo, essere in balìa degli elementi ha il suo fascino. 


La scorsa volta arrivare a Radicofani fu una tortura, 37 gradi alle 17.00. Questa volta ci siamo arrivati piú freschi, anzi, direi congelati e inzuppati come biscotti nel latte. Cena, come la volta scorsa, al ristorante “La Grotta” per rimetterci in pace.


Ma l’indomani, con la discesa nella parte piú selvaggia del percorso, ci lascia di nuovo senza fiato. Il territorio si fa un po’ piú aspro, greggi di pecore e colline verdissime, il nuovo percorso ci porta di nuovo a Sorano e a Pitigliano, due delle cittá piú incantevoli da noi mai viste.

Dopo Pitigliano il nuovo tracciato diventa stupendo: con i nuovi passaggi tra boschi e colline ci si dimentica presto dell’esistenza delle auto e dell’asfalto; la nuova parte verso Albinia é veramente bellissima, colline severe immerse nei boschi, ci tengono lontani dalla parte che forse era la piú “noiosa” del precedente tracciato. 
Ma siamo quasi al termine del nostro viaggio e ci aspettano le rampe del promontorio dell’Argentario. Anche qui scopriamo nuovi posti lontani dalla strada principale e, ancora, ci entusiasmiamo come bimbi.


Pedalare con il mare blu sullo sfondo non smette di affascinare e, con un briciolo di malinconia, ci avviciniamo alla fine del percorso, dopo quasi 400km e 7500m di dislivello in tre giorni e mezzo, stanchi ma rigenerati, con un umore migliore e pronti a pensare alle prossime avventure!

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