Basi buone per l’avventura 

  
Siamo stati, il 25 ottobre, alla d4 gravel, un evento-raduno-escursione di 100km organizzato dai fratelli Dotta di Trofarello.
Un percorso stupendo, con passaggi indimenticabili in mezzo a castagni secolari e vigneti tinti di rosso e giallo sulle colline del Roero. Era evidente lo zampino del nostro amico Massimo Alfero, una persona che pedala il mondo per passione e per lavoro ma che ha ben chiaro in mente che l’avventura non serve cercarla in capo al mondo, basta avere “gli occhi giusti” per guardare e anche i posti di casa diventano incredibilmente affascinanti.

  
Un percorso, come detto, molto bello ma purtroppo congestionato da troppi partecipanti molti dei quali un po’ confusi sulla tipologia dell’evento e su cosa significhi un giro in autonomia. 

Sulla stessa falsariga oggi, 7 novembre, accompagnati da un anomalo caldo sole di novembre, abbiamo percorso i 100km della “pautasa”, anello nei dintorni di Torino ideato e voluto dall’instancabile pedalatore-randonneur-biker randagio Gualtiero “Wally” Rossano.

  
Incredibile trovare boschi, strade, sentieri e panorami così senza mai essere a più di 20km da Torino!

100km percorsi incompagnia di quattro amici (quasi tutti “fargonauti”) che ci ha fatto godere un po’ più del silenzio della natura (rotto di tanto in tanto dalle nostre risate) senza mai essere troppo distanti dal rimasuglio del gruppone (15 persone circa) dei 140 circa iscritti quasi tutti puntualmente smarritisi al primo bivio per la foga di essere i più veloci sul percorso (ricordo, NON si tratta di gara) o per la scarsa capacità di utilizzare un gps. Peccato perché in molti hanno perso l’occasione di percorrere un anello VERAMENTE interessante!

   
 Pedalando non facevo che pensare a come sarrbbe stato interessante unire i due anelli, così belli e interessanti, e così vicini (uno parte da Trofarello, l’altro da Collegno).

Giusto il tempo di sedersi davanti ad una birretta con Wally e Massimo, accennare un “sarebbe bello uni…” per sentire “ne stavamo parlando, verrebbero fuori 250km circa…”.

Ecco, accade quando chi ha l’avventura dentro di ritrova per colmare la sua sete e, come un tossicodipendente, senza aver finito la sua razione di droga, ne cerca già altra, più potente, più violenta.

Queste sono le cose che adoro, condividere una passione enorme per l’avventura e trovare altri malati come me in giro!

Non vediamo l’ora di pedalare questi 250km!!!

 

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5 pensieri su “Basi buone per l’avventura 

  1. Ciao Marco, a vedere dalle foto sembra molto interessante, ma è possibile in qualche modo avere una traccia GPS ? online ci sono altre foto dei due eventi per caso?

  2. Ciao Marco,
    ti voglio ringraziare per tutte le informazioni che hai pubblicato sul tuo blog, perchè per me hanno rappresentato le “basi buone per l’avventura” e mi hanno permesso di diventare un entusiasta fargonauta, che già sogna nel suo piccolo di fare giri sempre più lunghi e più belli. Beh, diciamo che sei diventato il mio pusher salutare!
    Cari saluti e ti auguro mille avventure

    Stefano

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