NUOVA STAGIONE CICCIONA

Lo scorso 1°novembre lo avevo pensato: “questa sarà l’ultima pedalata in alto senza neve”.

Io e Michel, due fat bikes, due tende, due sacchi a pelo, e tanta voglia di star fuori a respirare aria buona (e fresca).

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Due fat in posa davanti al Mont Fallère.

Siamo partiti da Arvier alle 21, abbiamo pedalato fino alle 3 del mattino, a quota 2.400m per poi dormire in tenda, al fresco, a -4°. La mattina, tutti brinati e felici, abbiamo proseguito il giro verso casa, per non farci mancare nulla abbiamo fatto uno dei single track più lunghi e divertenti che scendono su Aosta, immerso in boschi stupendi.

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Il risveglio a 2400m, nella brina…






Nel pomeriggio, dopo pranzo, mi sono fatto ancora un bel giro in tandem, con Cora, ma questa è un’altra storia…

Ultima gita dicevo… beh, in realtà lunedì mattina, mentre aspettavo che il gommista mi montasse le gomme termiche al furgone, un pedalata con la Enduro al beato emetico non me la sono fatta mancare (altro bel sentiero che scende in picchiata sul castello di Quart, nei dintorni di Aosta.

Però l’attesa era per la neve. Guardando come un tossico il sito 3b meteo in continuazione pareva che la perturbazione giusta potesse passare sulla Vallée proprio tra sabato e domenica!!!
Il sabato sera era tutto sereno, quindi ho deciso di dormire fino “a tardi” per una volta. Al mio risveglio però… acqua a catinelle e nubi basse basse… “Di sicuro in quota sta nevicando”, penso, e mi avvio a preparare le mie cose. Salgo in furgone (così provo pure le termiche) e mi avvio verso Rhemes Notre Dame… Tutto è bianco, non c’è nessuno in giro se non i guardaparco con i binocoli che scrutano i monti… I camosci sono scesi in basso oggi… Mi avvio sulla strada imbiancata e scorro veloce per il paese… Fino al villaggio di Thumel è tutto pulito, con solo 4-5cm di neve sull’asfalto, si sale bene con le gomme gonfie… Ho caldo, ci sono 0° e sono vestito troppo, quindi proseguo con solo la cannotta a maniche lunghe e la giacchina in goretex… Così si sta benissimo!

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Luoghi incantati nel Parco Nazionale del Gran Paradiso!

Finita la strada asfaltata, la poderale che porta al Rifugio benevolo si mostra subito bella “arrogante”, con uno spesso manto nevoso che rende il procedere lento e faticoso… Però non smonto mai di sella e rimango stupito di quanto queste gomme da 4.7″ su cerchi da 100mm siano efficaci anche nella neve alta. Ho abbassato la pressione prima di immettermi sulla neve vergine, e pedalo tranquillamente, sfruttando tutta l’agilità del mio 28×40…
Dove spiana sono veloce, e non sento quasi gli avvallamenti creati dal vento. La visibilità è scarsa, la nuvola è un po’ bassa, il vento soffia ma non è fortissimo. Scendo a spingere ne tratto più ripido. Qui il vento ha creato delle belle cunette di neve e la forte luce e la mancanza di contrasto non me le fa mai scorgere in tempo; mi ci pianto contro un paio di volte e preferisco camminare piuttosto che star lì a salire e scendere di sella in continuazione.

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Il tratto in falsopiano che porta all’ultimo pezzo di strada prima del rifugio.

Finalmente inizia il tratto in leggera discesa, e cerco di andare il più dritto possibile per crearmi la traccia per quando tornerò indietro. La mia intenzione, data l’ora un po’ tarda e il meteo non proprio favorevole, è di arrivare al ponte prima della salita finale ma, quando arrivo lì, mi accorgo che il vento ha spazzato via molta neve, e la salita è pedalabile perfettamente! Allora proseguo, scorgo un po’ di camosci che brucano (e che penseranno che sono un idiota a pedalare con ‘sto freddo) e arrivo al tratto più ripido… Ricordo che qui da bambino facevo sempre una fatica immonda a non scendere ma oggi sono più prudente  e visto che tutta la neve spazzata dal vento sulla strada appena percorsa pare essersi accumulata qui, spingo la bici. Spingo a fatica, la neve a tratti mi arriva alle ginocchia, e il vento soffia sempre più forte. La nube bianca pare abbassarsi sempre di più, quindi abbandono l’obiettivo del rifugio (che comunque è chiuso!) e decido di arrivare alle stalle sottostanti per cambiarmi e bere un the caldo dal mio termos… nulla, gli ultimi 200metri sono impraticabili e decido di fare dietro front… dopotutto la discesa è lunga (e non è tutta in discesa!)…

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Il laghetto prima di immettersi nella pista da fondo.

Ripercorro la stessa strada fino a al villaggio dove decido di immettermi, in neve fresca e immacolata, sulla pista da fondo (che ovviamente non c’è ancora). salgo e scendo lungo la pista fino a Chanavey, fermandomi ad ammirare il paesaggio e a prender fiato dopo gli strappi più ripidi. Ancora una volta rimango stupito dalla capacità di arrampicare nella neve profonda di questa accoppiata cerchi-gomme! Più in basso la pista è tutta pestata dai pedoni ma nemmeno queste tracce disturbano il mio lento e incessante progredire. Nulla da fare, pare che questa soluzione renda la mia Beargrease inarrestabile!

Proseguo fino al furgone, mi cambio, finisco il the caldo e torno a casa.

Una nuova stagione è iniziata, la mia preparazione per andare in Lapponia a Febbraio inizia oggi. Mi sono divertito… questo è il primo passo per una buona preparazione: divertirsi senza soffrire!

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I componenti meccanici su una fat bike sono messi a dura prova…

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