GREAT DIVIDE RACE: GIORNO III

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gli ingressi alle fattorie e ai ranch, nel Montana, sono sempre molto appariscenti!


Ho dormito male. Nelle 4 ore che sono rimasto nel sacco a pelo mi sarò svegliato almeno 3 o 4 volte… alle 5.30 non riesco più a dormire quindi decido di alzarmi e avviarmi.
mi sento un pò indolenzito, i piedi formicolano tantissimo, non hanno molta sensibilità, e avverto una sensazione strana alla caviglia destra, come se avessi preso una storta. Mi metto in sella (con sommo dolore al deretano) e fatico a trovare una posizione decente che non mi dia fastidio: nonostante la crema lubrificante credo di avere le chiappe in pessimo stato!

La strada è ancora in ombra e fa piuttosto fresco a quest’ora del mattino, ci saranno 4/5 gradi e dentro il bosco non filtra alcun raggio di sole. Sono affamato e non ho nulla da mangiare con me, se non il vasetto di burro di arachidi; è domenica mattina e temo di non trovare nulla di aperto… Una ventina di miglia dalla mia partenza, saranno le 7 del mattino scarse, e a Swan River trovo un bel bar aperto! Mi ci fermo, mi faccio preparare un super Waffle con mirtilli, due tazzone di caffè… ci voleva proprio! Riempio il camelback e riparto con un umore migliore! la strada, anche oggi, sarà piuttosto lunga e impegnativa, ho in mente di arrivare a Lincoln verso sera… Ma da fare ce n’è, quindi, con molta pazienza, mi addentro nella Flathead National Forest e inizio a salire verso lo Swan Lake a 1500m di quota. Strada piacevole e scorrevole, per molti tratti sembra una delle poderali che percorro dalle mie parti… immerso nel bosco e senza vedere il panorama non avverto differenze! La vegetazione di latifoglie è simile alla nostra, mi sembra di essere a casa nonostante in realtà sia così distante! Passando da Ferndale noto che sulla mia cartina ho appuntato “next city 170km” quindi approfitto per un rifornimento di cibo e acqua  e continuo per la mia strada. Sulla mappa sembra tutto abbastanza facile, ma mi addentro in un bosco con continui sali-scendi, anche durissimi e ripidi. Alzandomi sui pedali per dare riposo e tregua al fondoschiena inizio a sentire il tendine di achille sx che punge e, soprattutto, avverto un dolore strano alla caviglia destra… Cerco di non forzare ed evito di alzarmi sui pedali; cerco più agilità e rallento un pò il passo in salita. Non c’è fretta, la strada è ancora molto lunga!

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non sempre si corre su scorrevoli poderali!

Verso le 4 del pomeriggio inizio ad avere un sonno incontrollabile. Le poche ore dormite la notte precedente non sono state molto utili! Cerco di tirare avanti per un pò, ma proprio sto rischiando di addormentarmi mentre pedalo e, per evitare rovinose cadute dopo una lunga e veloce discesa mi fermo in un prato a fare una piccola pausa. Sono fermo da circa 15 minuti quando sento della musica provenire dalla poderale: sono i due aussie che mi hanno raggiunto! Jesse ha un piccolo amplificatore collegato al suo i-phone e spara musica techno a tutto volume in giro per i boschi! Gli faccio un fischio, mi notano, tornano indietro a vedere se sto bene… Tutto ok, riparto con loro e dopo 10 minuti sono di nuovo da solo… Questi due sono VERAMENTE molto veloci!!! Li lascio andare, non voglio forzare le mie caviglie che sento sempre più dolenti!

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scorci da vedere “al volo”, peccato non fermarsi ad ammirare di più certi panorami!

La salita ora si fa dura, devo raggiungere i 2000 metri di un passo prima della discesa su Seeley Lake, sembra non finire mai e non da tregua. Arrivo al colle con le caviglie fumanti: prendo un sacchetto di nylon, lo riempio di neve e me lo infilo nei calzini… subito mi da sollievo, quindi riparto, ormai sono quasi in cima! Qui è stupendo! terra rossa, un pò di neve intorno, alberi verdissimi… Spettacolare! Sono ancora in zona di orsi, quindi mi avvio con il fischietto in bocca, e mi appresto ad affrontare il sentiero.

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stupendo questo posto per pedalare!!!

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attenzione agli orsi!

Il sentiero per scendere sulla cittadina si fa stretto e impervio, con un pò di neve ai lati, ma si riesce a pedalare per buona parte! Poi inizia a scendere, dapprima sempre stretto e con i pini che graffiano braccia e gambe, poi più largo e con un fondo piuttosto compatto e regolare, bello ripido, velocissimo. Mollo i freni, prendo una velocità assurda!!! Sarò a circa 70 orari quando scorgo, con la coda dell’occhio, un’ombra nera accanto a me. Si sta muovendo con me, e fa anche rumore! Rallento un po’, mi volto… Un’alce ENORME sta galoppando al mio fianco! Cavoli, è veramente gigante!!! Mi spavento un pochino: a sx c’è la scarpata (e lei) e a destra il bosco… Se decidesse di saltarmi davanti per andare nel bosco la prenderei in pieno e viste le sue dimensioni non ne uscirei molto bene! Mollo i freni, l’alce si ferma e me la lascio alle spalle… Caspita che bestia!

Arrivato in fondo alla discesa trovo il bivio per Seeley Lake. E’ fuori traccia di circa 2 miglia, ma il prossimo paesino, Ovando, è a circa 45km e non ha altro che un bar come servizi. Le mie caviglie mi preoccupano e opto per una sosta confortevole in motel. Scendo in paese alle 20.00 scarse, trovo un negozio dove fare provviste, incontro di nuovo i due australiani, loro cercano cibo per continuare (sarà l’ultima volta che li trovo sulla mia strada) gli dico dei miei dolori e mi consigliano di metterci del ghiaccio… Quando gli faccio vedere i miei sacchettini di nylon con la neve messi nei calzini scoppiano a ridere “sei un fottuto genio! non ci avrei mai pensato!” mi dice Jesse!!! Ridiamo un pò insieme (io con un pò di amrezza perchè inizio a capire che la mia gara sarà sempre più dura) e ci salutiamo.

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a volte si trovano soluzioni eccellenti con quel che si ha!

Compro del cerotto adesivo, trovo un motel e un ristorante. Mi concedo un pasto VERO dopo tre giorni, mangiando una squisita bisteccona con tortino di patate e funghi saltati, due birre medie, mi faccio dare del ghiaccio e mi ritiro in motel.

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primo vero pasto dalla mia partenza!

Metto ghiaccio per ore e cado in un sonno profondo.

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5 pensieri su “GREAT DIVIDE RACE: GIORNO III

    • no… non mi era mai successo, ma leggo che è un problema che hanno in molti. quasi tutti i ritirati (che sono in media il 60% dei partenti) hanno problemi a caviglie e/o ginocchia.
      io credo che tutto sia partito dal gonfiore ai piedi e al loro formicolio, nonchè alla sella che si è rivelata inaspettatamente scomoda (ci ho corso 6-12-24 ore e la HTM senza problemi) che (forse) mi obbligava ad una posizione non proprio perfetta e mi ha fatto forzare “male”… non trovo altre spiegazioni!

      • magari le calze in goretex? corro trail (a piedi) in montagna e e le scarpe in goretex sono veramente pessime, cuociono il piede e se entra acqua questa non esce più.
        Che sella hai usato? anch’io ultimamente non trovo pace in questo settore

      • le calze in goretex le mettevo solo durante la pioggia o al mattino appena partito con le scarpe bagnate, poi le levavo… non credo fosse questo il problema, i piedi erano sempre asciutti… le mettevo sopra una calza liner in merino…

        ho usato la mia solita fizik gobi, ma stavolta ho sbagliato alla grande… dovevo lasciare su la brooks. non c’è nessun paragone!
        ora sto provando una sella nuova (che in italia non si trova) e che sembra essere una cosa fuori dal comune in quanto a comfort: selle an-atomica (la marca) titanico X (il modello)… per ora solo un assaggio, ma sembra di stare in poltrona! http://www.selleanatomica.com/

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