DA CASA AL MARE

“di nuovo” aggiungerei…

Dopo il mio viaggio da casa a Nizza passando per la via più impegnativa (la route des grandes alpes) sapevo che la cosa era alla portata, ma fare il tutto “one stage” richiedeva un percorso meno violento.

Detto fatto, il mio amico Enrico (che ringrazio pubblicamente) mi ha fornito una traccia gps che promette di raggiungere Finale Ligure senza praticamente mai passare su strade a grande scorrimento.

Sono le 4 del mattino, orario ormai usuale per me quando decido di intraprendere una “epic ride” o un viaggio. Mi alzo con calma, mi preparo, preparo i miei panini plurienergetici e dopo un’oretta abbondante sono in sella.
E’ ancora buoi fuori, e lo sarà per qualche ora dato che è appena cambiata, ma questo mi permetterà di avere più luce verso sera… Percorro la solita, utilissima pista ciclabile che mi permette di scivolare fuori dalla valle senza dare nell’occhio e, soprattutto, senza trovare auto sul mio percorso. La mia luce alimentata dalla dinamo illumina la mia strada e spaventa decine e decine di coniglietti selvatici che fuggono al mio passaggio… di giorno non li si può vedere, se ne stanno rintanati chissà dove. Sono carinissimi!

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la piccola cappella sulla ciclabile di Fenis

Con le prime luci del giorno sbuco sul breve tratto di strada che mi tocca percorrere prima di tornare su strade secondarie a basso scorrimento, e qui la sorpresa: seguendo la traccia di Enrico scopro che posso raggiungere praticamente il Piemonte senza toccare la SS26, rimanendo in disparte ed in solitudine su strade ormai cadute in disuso come piace fare a me… solo un ciclista della domenica ( no Perse, non sto parlando di te) mi infastidisce quando si nasconde dietro di me e mi sta a ruota… è una cosa che non sopporto, mi innervosisce da morire… sono qui da solo, immerso nei miei pensieri e devo stare a pensare a non fare manovre strane per non farmi tamponare… non posso nemmeno alzarmi sui pedali per emettere flatulenze in santa pace… per fortuna se ne va presto, dovrà andare al pranzo pasquale ad abbuffarsi lui!

Sono così di nuovo solo, finalmente, e supero Ivrea percorrendo la serra della Valchiusella, passando per Vialfré e altri paesini che sembrano disabitati e deserti. I km passano veloci sotto le mie ruote, il sole inizia, per la prima volta, dopo mesi e mesi, a scaldarmi seriamente. Tolgo i guanti prima, i manicotti poi, e mi ritrovo ad un certo punto a pedalare, finalmente, a gambe e braccia scoperte; come mi mancava!!!

Quando giungo a pochi km da Torino mi volto un attimo, e scorgo alle mie spalle tutti i monti che mi proteggono quando sono a casa… Visti da qui, così vicini ma così lontani mi danno idea di essere ancora più imponenti di quanto non sembrino quando li vedo dalla finestra di casa… Rimango affascinato e continuo a voltarmi, come stegato. Scorgo la collina di Superga, il Monviso… non mi ero mai spinto fino a qui in bicicletta. Mi fa star bene rendermene conto!

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scorci dalle colline moreniche nei pressi di Ivrea

Qualche tratto di rettilineo noioso (ma poco, se non per nulla, trafficato) e qualche panino dopo, inizio a salire e scendere per le colline del Monferrato, verdeggianti e incantevoli, con un panorama a 360° che mi lascia senza fiato! Non servono i miei monti a stupirmi, mi basta la natura che mi circonda!

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Proseguo, km dopo km, fino all’astigiano, sempre su colline e strade poco frequentate, su una salita sperduta tra queste colline incrocio due ciclisti… uno mi urla ” YODA!!! “… è Giulio, un ragazzo che ho conosciuto nelle superenduro, sa che sono in giro in bici da queste perti, ma mai si sarebbe aspettato di ritrovarmi per strada… facciamo una breve e piacevole chiacchierata… saranno 3 anni che non lo vedevo!

Raggiungo Acqui Terme (dove mi pento di non fermarmi in gelateria) e proseguo senza soste… Le mie gambe girano bene, senza accusare fatica e non avverto alcun fastidio… Passo da Cartosio, dove ho gareggiato in qualche gara di enduro mtb in passato, e mi fa piacere immergermi nei ricordi di quelle giornate di altri tempi, mentre seguo il corso del fiume Erro (che ho più volte guadato nelle superenduro).

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la strada che costeggia il fiume Erro

Percorro ancora qualche km e giungo ad un bivio, al confine tra Piemonte e Liguria. La mia traccia mi dice di andare a destra, su sterrato, al “salto dell’acciuga”: sono circa 40km di sterrati fino a Finale Ligure, ma la pioggia dei giorni passati mi fa desistere: vedo troppo fango nei prati intorno a me, e il bivio recita ” Sassello” dalla parte opposta alla traccia gps… non so resistere e circa 20 minuti dopo sono seduto su una panchina a sbranare letteralmente una dozzina dei famosi amaretti, gusti assortiti, accompagnati da una Moretti e da una coca cola.

Riprendo il via, passando per il passo dei Giovi. Inizia a rinfrescare, mi rivesto, ma è stato bello pedalare per tutto il giorno immerso in un’aria di primavera! La discesa è piuttosto divertente e in un baleno sono immerso nel traffico di Savona. Mi sembra la fine di un sogno! Quante auto ferme in colonna, che traffico, che casino! Per fortuna sfilo via e mi ritrovo al tramonto nei pressi di Bergeggi.

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Bergeggi al tramonto, la mia fargo in posa dopo 320 km!

Ne approfitto per mettere il gilet rifrangente, scattare una foto al tramonto e chiamare la mia Cora… Già, perchè nel frattempo mi è balenata una malsana idea… “ciao amore, senti, io di ripercorrere la stessa strada per tornare a casa non ne ho molta voglia… che ne dici di sentire Simone e Serena se per domani non hanno nulla in programma e vieni giù, a Massa, a passare la pasquetta con loro? io vi raggiungo in bici lungo la costa…” con non molto entusiasmo iniziale (guidare da sola per 4 ore a pasquetta non è il massimo) accetta e quindi il mio programma di viaggio cambia.

Mando un sms a Giulio (un altro, non quello che ho incontrato per strada), che dovrebbe essere a Finale. “se sei a Finale e vuoi offrirmi una birra io sono lì tra poco” recita il testo.

Arrivo a Finale Ligure appena fa buio, mi sento soddisfatto e appagato. Mi merito un birra! Compro per ben 4 euro una bottiglia di Menabrea e la infilo nella borsa: “la berrò quando mi accamperò per accompagnare la zuppa di fagioli calda che mi preparerò per cena”.

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Finale Ligure, la mia meta odierna!

Intanto mi ritrovo con Giulio che mi porta la birra promessa, facciamo una rapida chiacchierata e mi convince ad andare in campeggio… Arrivo, in due minuti sono pronto, apro la borsa ma la bottiglia di birra cade sull’unico sasso di tutto il prato, esplodendo… che spreco!

Vabbeh, berrò “solo” quella di Giulio… mi do una sistemata (non faccio la doccia, non ho preso nulla per) e mi scaldo la cena. Scolo la birra, accompagno con i taralli che mi sono portato da casa… è ora di collaudare la tenda nuova!
Cado in un sonno letargico, svegliato dagli schiamazzi dei tedeschi che fanno baldoria nella tenda accanto fino all’una e mezza… penso che forse era meglio il campeggio selvaggio… risparmiavo pure 26€…

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il mio bivacco per la notte

Alle 4 suona la sveglia. Ho un male pazzesco alle ginocchia, i 325km di ieri si fanno sentire tutti… Preparo tutto, sistemo, chiudo la tenda, scaldo un pò d’acqua per il the, mangio la mini colomba che Cora mi ha preso per la mia colazione e alle 5 sono di nuovo in sella.

Inseguo gli acquazzoni, senza mai raggiungerli, pedalando su strade bagnate dalla pioggia appena caduta, ma non prendo che poche gocce provenienti dal cielo, sono fortunato!

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spettacolari le prime luci del giorno in riva al mare!

Ho sottovalutato la costa Ligure… “siamo al mare, sarà tutto piatto”… invece tra sali-scendi e vento contrario, sto faticando molto più di ieri! Le mie ginocchia continuano a farsi sentire, impiegherò 5 ore per essere caldo e non sentire più dolori; nel frattempo i paesi che incontro sul mio percorso sono incantevoli. Mi fermo per un caffè in un chiosco appena dopo Varazze, DSC00248 caffè lungo con una bella brioche tiepida… Riparto bello pimpante, pedalo su e giù per la via Aurelia, cercando di godermi ogni singolo km e ogni scorcio che mi regala il panorama; per un uomo di montagna pedalare la costa è sempre qualcosa di affascinante! Incrocio molti ciclisti, alcuni dei quali mi salutano e mi incoraggiano, ma lo fanno in INGLESE, come se fosse impossibile che uno con una bici carica possa essere italiano!

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bellissimi i paesini che si incontrano sulla costa ligure!

I cartelli per La Spezia sembrano indicare sempre gli stessi km, inizio a pensare che non arriverò mai e che, comunque, impiegherò molto più delle 10 ore prestabilite per raggiungere Massa… So che Simone e Damiano mi stanno venendo incontro, dimostrandomi che amicizia incredibile sia sbocciata (e sia stata coltivata negli anni ovviamente) tra di noi. Quando mi telefona Damiano per sapere dove sono capisco che sarà ancora lunga… sto salendo ormai da parecchi Km, verso un (per me) sconosciuto ed inaspettato passo Del Bracco, a quota 615m, lungo una strada in salita che pare interminabile… mancano circa 50km prima di trovare i miei amiconi!

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il passo del Bracco

Finalmente, sudato e infreddolito, raggiungo il passo ma prima mi concedo una sosta per mangiare qualcosa (forse 10 minuti, per non raffreddarmi!). Inizio la discesa, incrocio delle coppie di ciclisti, ma non sono i miei amici… La strada ricomincia a salire, di nuovo… Quando scollino li vedo lì, seduti su una panchina, ad aspettarmi… Subito non mi vedono, stanno sparando un pò delle loro putt@nante per ingannare l’attesa, e li sorprendo col mio arrivo. “tu sei malato” mi rimprovera subito Damiano. Ci scambiamo abbracci, sorrisi e battute e riprendiamo a pedalare… Non ho un gran ricordo del resto della strada o dei panorami, ma solo della gioia di essere con due grandi persone che stanno condividendo con me la fine del mio viaggio, parlando e ridendo insieme. Forse il momento più bello passato in sella degli ultimi anni: sono un solitario, adoro stare in sella per ore in totale solitudine, ma questi ultimi 50km percorsi con loro mi hanno messo una serenità ed una pace indescrivibile… Damiano e Simone mi fanno sempre questo effetto! Hanno un modo tutto loro di interpretare la bicicletta, il modo più sano e genuino che si possa immaginare, sereno, senza mille fronzoli e preoccupazioni… il modo migliore, il modo che, frequentandoli, ho imparato a conoscere, apprezzare, condividere… E’ anche grazie a loro che oggi pedalo così, è grazie al loro modo che ho imparato a pedalare come sto facendo, e di questo gliene sarò per sempre grato! Io non conosco altri ciclisti o biker che amano la bici come la amano loro!!!

Arriviamo così a Carrara, 525km dopo la mia partenza di ieri mattina, dove Simone ha lasciato l’auto, a casa di Damiano. Caricate le bici facciamo gli ultimi km in auto per raggiungere casa di Simone, dove ci aspettano Cora, Serena e gli altri amici… la grigliata è praticamente pronta, loro hanno già mangiato… noi facciamo festa a parte, ridiamo e scherziamo, sereni e scanzonati, felici di esserci ritrovati ancora una volta.

Il viaggio di ritorno in auto sarà lungo e faticoso, ma i ricordi che ho dentro si stanno “solidificando” in me… ho messo in memoria un’altra incredibile avventura, fatta di fatica, di sudore, di meraviglia… fatta di bici!

E ancora una volta ringrazio il giorno in cui ho conosciuto e sposato quella gran donna che è Coralie, che mi asseconda e mi segue sempre nelle mie scelte, a volte un pò pazze e assurde. E come ho più volte dichiarato: “ragazzi, non cercate mai la donna perfetta, non la troverete mai, me la sono già presa io!”












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6 pensieri su “DA CASA AL MARE

  1. per la cornaca “tecnica” a breve sostituirò il reggisella per uno arretrato per vedere se sulle lunghe distanze il dolore alle ginocchia cessa di prresentarsi…
    facendo alcune misurazioni ho notato che la sella brooks, anche tutta arretrata non mi permette un corretto arretramento…

  2. Le tue emozioni le vivo come se fossero le mie. Ho trascorso dieci anni della mia vita in giro per l’Europa fra tenda, sacco a pelo e autostop. Oggi continuo a viaggiare ma con la bici ed è ancora più bello.

  3. Ciao! Quali copertoni hai usato per questo giro? Vorrei montare degli Schwalbe Kojak sulla mia fargo (cerchi ZTR ARCH EX) con queste dimensioni: 35-622 (28 x 1.35), secondo te posso farlo senza problemi o il ARCH è troppo largo? (24.6 mm esterno, 21 mm interno) grazie!

    • ho usato degli specialized borough 700×38 c latticizzati.
      perfetti. anche gli shwalbe che vuoi usare tu van bene, ma io preferirei i marathon supreme.
      occhio alla pressione! non superare i 4 bar!

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