URGE CABO VERDE

Un breve riassunto di quello che questa incredibile avventura mi ha lasciato nel cuore.

FEBBRAIO 2011

Spengo la luce. Un click ed è buio.

Poi mi sveglio, sovente presto, accendo la luce, la macchina del caffe’, lo spazzolino elettrico, regolo il riscaldamento, mi alzo, bevo un caffe’ bollente, mangio un giorno i biscotti, un giorno la torta, un giorno pane e nutella.
Poi scendo in garage, prendo l’auto e ,in quindici minuti, sono al lavoro. A volte mi arrabbio se ne impiego venti perche’ c’è un po di traffico o non trovo parcheggio.
Se ho fame apro lo sportello di un armadio, scelgo cosa mangiare e cosa bere: ho sempre almeno quattro gusti differenti di succo di frutta in dispensa.
Quando faccio la spesa riempio il carello di mille cavolate che non sono assolutamente indispensabili, sono solo ben confezionate e presentate; ma non riempiono la pancia piu’ di un sano piatto di riso.
Quando avrò un figlio andrà a scuola sotto casa, poi potrà prendere il bus e un giorno il motorino. Quando sarà cresciuto si sveglierà presto, berrà il suo caffe’ bollente, mangerà i suoi biscotti preferiti e andrà al lavoro in auto.

Di questo noi ne siamo certi. TUTTI QUANTI.

Ma pensiamo un momento a quanti si svegliano al mattino, al buio, in una casa in cemento con le finestre senza vetri, in un posto dove il vento soffia perennemente, giorno e notte, dove l’acqua calda non esiste, dove il pasto non sempre è assicurato.
Pensiamo che ci sono dei ragazzini che per andare a scuola devono percorrere anche 40km, a piedi, perchè il territorio è aspro e severo. Quindi, alla fine, a scuola non ci va.
Pensiamo che quando arriva la sera ed è buio se non si hanno i soldi per comprare la benzina che alimenta il generatore, si sta al buio.
Niente Gerry Scotti e il suo Milionario, niente cartoni animati, niente pubblicità.

Pensiamo a come potrebbe essere la vita in queste condizioni. Saremmo capaci di sorridere? Credo di no. Ormai siamo logorati dal consumismo, dall’avere tutto subito e a tutti i costi, siamo bombardati da messaggi dove se non hai quel gadget sei fuori dal giro, sei demodé.
Invece ho visto persone che non hanno nulla di tutto ciò che noi riteniamo indispensabile, che si accontentano di un piatto di riso al giorno, che camminano per ore su sentieri scoscesi con fascine di legna appoggiate sulla testa che pesano fino a quaranta kg. Persone che, quando le incontri, ti regalano SEMPRE un sorriso, la cosa più grande che si possa regalare.

Domani mi sveglierò presto, accenderò la luce, il telefono, controllerò le mail… Ma un attimo dedicato alle persone che ho incontrato in questo viaggio voglio prendermelo, per ricordarmi che, alla fine, forse, siamo più viziati che fortunati.

Nicoletti-run2

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