UN ALLENAMENTO TIPO, NEL MIO PARADISO

Il racconto di uno dei miei lunghi “allenamenti” estivi, in preparazione alla gara più lunga di sempre.
una avventura di un giorno per scoprire posti e sentieri nuovi nella mia regione.

LUGLIO 2012
finalmente sono riuscito a completare il giro che mi ero prefissato.

Partire da casa è sempre bello, non sopporto più di caricare la bicicletta in auto per raggiungere un punto di partenza. piuttosto punto la sveglia due ore prima e via, si pedala nella notte!
Così, giovedì scorso, ormai una settimana fa, sveglia alle 4 del mattino e via, nel buio, a cercare la strada più lunga per collegare il punto A al punto B, come al solito del resto!
La partenza si fa subito complicata, con un paio di problemi tecnici alle mie luci a dinamo. rientro ai box, installo quelle a batteria e riparto.
arrivo in Aosta con le prime luci dell’alba. alcuni anziani sono già in giro coi loro cani e mi guardano come se fossi un extraterrestre. non so se sono le luci, il gilet rifrangente o le luci a led, ma tutti mi guardano strano. penso “vedrete quando la benzina costerà 4 euro al litro quanta gente in bici vedrete per strada anche di notte!” e sorrido da solo, come un ebete!
Il primo step, su asfalto, termina al castello di Quart. da qui inizia l’esplorazione.. cerco sentieri e poderali, mi inerpico su mulattiere impedalabili e inizio ad imprecare… sulla carta sembrava tutto piatto!!!
per fortuna scorgo una sterrata che sale a tornanti, non segnata ne sul gps ne sulla cartina “de carta”. ne ho talmente le palle piene di spingere che provo ad imboccarla: è ripida ma si pedala! mi ritrovo così in cima a dove sarei arrivato con la mulattiera, felice di aver pedalato e non solo spinto la mia bici!
Un paio di tornati più sopra, su asfalto, imbocco una strada sterrata. panorama bellissimo, mozzafiato, mi porta in una comba (della quale non ricordo il nome ora) e dalla quale non sono sicuro di uscire. il sentiero riportato sulla carta non è numerato e non è così visibile. non troppo preoccupato lo cerco, ma sono pronto a tornare sui miei passi per evitare di fare cavolate. scorgo una traccia nel bosco. lascio la bici parcheggiata contro un muro e, a piedi, imbocco il sentiero: non può essere questo. è troppo poco visibile. e approfitto per una sosta fisiologica e riparto, ma lasciandovi un consiglio: se dovreste usare delle foglie come carta igienica usate il lato più ruvido, pulisce meglio!
Alleggerito dal puzzolente fardello trovo finalmente la linea giusta. una mulattiera tutto sommato pedalabile mi porta su un salto di rocce prima e in un bel bosco fitto poi. da qui la vista sul vallone delle Lores (sopra Brissogne) è spettacolare.

Per un breve tratto spingo la bici, poi riprendo la poderale che, in leggera discesa e per una buona decina di km, mi porterò all’osservatorio astronomico di Saint Barthèlemy. da qui ci sono passato molte volte, in bici da strada, ma oggi sto cercando sentieri! ne imbocco uno in discesa, al limite della capacità della mia fargo, ma, testone come sono, non metto piede a terra! ottimo lavoro!
Ritrovo la strada poderale, ma la pendenza mi preoccupa. dopo un paio di 100 metri infatti scendo a spingere, e lo farò per almeno una mezz’ora, in un bosco fitto e buio. in alto sento motoseghe che tagliano piante, c’è vita lassù!
sbuco dal bosco tra il soddisfatto e il disfatto; inizia a pesarmi tutto questo spingere, ma è il prezzo da pagare oggi, ho voluto collegare delle poderali che in effetti non lo sono. e sono ancora lontano dalla meta…
Mi rimetto in sella, pedalo per un pò, passo in posti sconosciuti anche se vicino a casa, una sensazione stupenda1 essere turisti in casa propria è piacevole talvolta! ad un certo punto mi rendo conto che è di nuovo ora… spingere!
la poderale che devo imboccare è appena sopra di me, ma il sentiero riportato in mappa semplicemente non esiste! via, un pò di free ride alla rovescia! salgo il ripido prato fino ad un alpeggio e, finalmente, la tortura dovrebbe essere finita!
Il prato che ho dovuto superare spingendo per ritrovare una strada nuova.
appena lì sotto, tra gli alberi, era ripidissimo!
Da qui in avanti si salirà molto, ma sempre (spero) sui pedali!
Sbaglio un paio di bivi, imbocco molte poderlai e mi ritrovo a Torgnon, nella valle di cervinia. ho percorso 85km per arrivare dove, in genere, si lascia l’auto per andare al lago di Cignana!! geniale, mi dico!!! tutti sti km e sono all’inizio!
La salita verso il lago è piacevole, il panorama mozzafiato, a volte il cervino fa capolino tra gli alberi. sono solo, come piace a me. da quando ho imboccato il primo sterrato non ho più visto anima viva se non nei pressi dei paesi! sto bene quando sono solo in montagna sulla mia bicicletta!
dopo un bel pò di km e bivi azzeccati senza indugio sono al lago di Cignana. azzurro, bellissimo, sembra dipinto con gli acquerelli! mi metto in riva e mi lavo la faccia con le sue gelide acque. starei qui per ore, ma sono a metà del mio viaggio di un giorno!

Rientro per il primo tratto su poderale e mi infogno in un single track tutto sassi e gradoni ben poco pedalabile. si passa comunque, senza problemi e senza patemi. mi ritrovo alla chiusa dove partono i tuboni della centrale elettrica di Valtournanche, si vedono dalla strada regionale che porta a Cervinia. la strada di accesso a questo posto è qualcosa di fantastico! larga il giusto per il transito di una piccola jeep, cavata a tratti nella roccia, con alcune gallerie “ricavate dal pieno” e su una balconata recintata in legno che sbalza sul fondovalle. il cervino sempre davanti a fare capolino, anche se un pò coperto dalle nubi oggi!

Sono così a valle in un baleno. scendo un pò su asfalto e mi imbarco sulla funivia che sale al paesino di Chamois. due chiacchiere con la pilotessa della funivia che è incuriosita dal mio equipaggiamento inusuale (in genere qui bazzicano freeriderZ tutti bardati e non gente con la bike carica come la mia!). affronto così un tratto di sterrata che ben conosco, fino a La Magdeleine, dove abbiamo la baita dei nonni che usiamo spesso per festeggiar il capodanno. oggi mi sembra più corta, sfila sotto le mie ruote in un baleno, ma apprezzo comunque il paesaggio e il panorama!
Scendo da un bel single track e penso a quando mia moglie mi racconta che da bambina scendeva da qui con suo cugino in sella alle grazielle e sotto il nonno li attendeva con il furgone per riportarli a monte… erano già avanti con le risalite meccanizzate loro, e io qui a pedalare come un folle!!!
a Promoud risalgo (pensavo meno) verso un colle che mi porta sull’ultima discesa sterrata della giornata. in fondo imbocco l’asfalto e,dopo 10km di discesa vorticosa, sono in ciclabile in direzione di casa.
Faccio una sosta ad Aosta per un gelato e una granita, non mi faccio mancare nulla! rientro a casa dalla via più lunga (ovviamente!) cercando di evitare le strade aperte al traffico.

dopo 12 ore in sella sono di nuovo a casa, con le gambe immerse nella fontana sorseggiando un bella birra fresca. soddisfatto, appagato, felice!!!

il lago di cignane e le sue acque blu-issime

Giusto il tempo di una doccia e partirò per massa per gli italiani Singlespeed di cui vi racconterò più avanti, guidando fino a mezzanotte prima di crollare di sonno in un autogrill… ma questa è un’altra storia!

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