DA CASA A VERBANIA

Un trasferimento, per lavoro, da casa mia fino a Verbania, in due giorni, sempre in totale autosufficienza, con la mia tenda e il sacco a pelo, per andare ad un appuntamento di lavoro!

LUGLIO 2012

Ci voleva una scusa per riuscire, finalmente, ad evadere per qualche giorno. Il livello di stress si stava alzando, rischiando di far intervenire la valvola del “troppo pieno”.
Così, con la scusa del meeting Cannondale di Verbania previsto per martedì mattina, ho caricato a dovere la Fargo e sono partito in quella direzione la domenica mattina.
Le solite piste ciclabili valdostane hanno un aspetto differente quando le sfrutti per allontanarti; alzi la testa più spesso, cerchi con lo sguardo il panorama che conosci ormai a memoria, ma che non ti stancherà mai, invece salendo verso Andrate tutto si fa nuovo. Strade mai percorse, boschi mai conosciuti…
Arrivo in zona campo sportivo verso le 11.40. C’è una sorta di mercatino locale, e c’è Lino che sforna miasse (Una sfoglia fatta di farina da polenta cotta su pietra e condita a piacimento, dolce o salata). Ho giusto fame e me ne sbafo una con due belle fette di toma: spettacolare! Questo è il bello del girare in bici! In auto o in moto difficilmente ci si sarebbe fermati…
Poco più in la trovo Max (gas29) che mi farà compagnia per buona parte del giro in zona Oropa. Percorriamo “il tracciolino” una bella sterrata che porta(va) fino a Oropa. Come si entra in provincia di Biella, peró, la strada diventa insulsamente asfaltata, sempre bella e immersa nel bosco, ma è veramente un peccato che ora sia così. Incrociamo forse 5 auto, motivo in più per decretarne l’inutilità, peró il posto è bello veramente!
Sbuchiamo al santuario di Oropa un paio di ore più tardi, panino e cocacola e proseguiamo sulla panoramica Zegna (anche questa un tempo era sterrata).

Ci salutiamo al bivio per la bocchetta Sessera dove, dopo una salita di 11km e una bella crisi di fame agilmente superata, inizio finalmente a pestare un po’ di sassi.

La strada scende, trovo un posto per bivaccare. Sono solo le 17, ma pedalo da ormai 9 ore, ho fatto 150km, posso fermarmi e rilassarmi; domattina saliró all’alpe di Mera per poi scendere a Scopello, sempre, finalmente, su sterrato e proseguire il mio avvicinamento a Verbania.

Ho trovato un bel pratino in piano vicino ad un (credo) rimessaggio/rifugio chiuso. C’è una bella tettoia di salvataggio, visto che il cielo a tratti diventa bello nero. Dovesse diluviare mi metto li sotto e amen! Oggi sono già scampato ad una grandinata, vediamo se sono fortunato anche questa sera!
Stando nel prato a far nulla ci si rende conto di quante cose si facciano in genere! È passata poco più di un’ora da quando sono arrivato, ho già montato la tenda, sistemato tutto… Aspetto solo un’ora decente per cenare e per coricarmi… Di solito al lavoro in questo tempo faccio Nmila cose, corro di qua e di la, cerco di fare più cose di quante in realtà sia possibile fare… Star qui a far nulla, a rilassarsi ascoltando solo il rumore del vento tra gli alberi e i grilli che cantano, fa uno strano effetto! Il tempo scorre lento, il cielo muta colore continuamente, passando dal blu intenso al grigio-nero nel giro di pochi minuti. Ma si sta bene. Qui non ho nulla, televisione, connessione internet, facebook, forum… Ma non mi manca nulla! Magari giusto un piccolo ruscello per sciacquarmi un po’ meglio ecco! Mi basterebbe quello!!!

Sono abbastanza stanco, alle 19.30 mi pare di crollare dal sonno, così mi chiudo in tenda e mi infilo nel sacco a pelo convinto di cadere subito in un sonno profondo… Invece dopo un paio di ore sono ancora sveglio, non so dove girarmi, gli occhi aperti e vigili. Mi dico che in questi casi magari converrebbe pedalare fino allo sfinimento per poi crollare, ma quando me la prendo comoda, come oggi, faccio comunque sempre una fatica immonda a prender sonno! Lo scorso anno mi sono addormentato alle due del mattino in tenda, ora non vorrei dover attendere tutte quelle ore prima di riuscire a riposare per bene.
Il bosco è assordante a tratti, sento animali che sfrecciano nel bosco accanto, forse cinghiali; mi fanno sobbalzare, poi penso che se un giorno faró il great tour divide, avrò da preoccuparmi di ben altre bestie!!
Intanto il buio si avvicina, la temperatura cala drasticamente e ringrazio di essermi ricordato, in extremis, di prendere il sacco a pelo… Con solo il lenzuolino avrei patito decisamente il freddo!

Cado, finalmente, in un sonno profondo. Dormo benissimo, mi sveglio solo verso le 5 del mattino, mezzo congelato… Ci saranno 6 gradi, il mio fiato fa condensa nella tenda! Tiro su il cappuccio del sacco a pelo, mi metto in posizione fetale e stringo i denti.
Alle 7.30 alcune jeep si fermano alla casa. Sono i forestali che vanno al cantiere. Sbuco dalla tenda, saluto, mi attivo subito. Poco dopo uno di loro arriva con un bicchiere di caffè bollente “credo che ti faccia piacere un caffè caldo” mi dice… Eccome, mi ci voleva proprio!
Intanto il sole fa capolino. Metto la tenda ad asciugare, metto su il the (e mi brucio o i capelli o le sopracciglia, non lo so ancora, non ho uno specchio!) e faccio una super colazione con pane e nutella.
Inizio a pedalare, sto benissimo, come se ieri non avessi fatto nulla!
La sterrata che percorro é bellissima, circa 15km nei boschi con degli scorci favolosi… Ne approfitto per scattare un po’ di foto. Il cielo è limpido ma non durerà a lungo: il tempo di raggiungere Scopello su strada e si fa grigio e cupo.
Raggiungo Varallo e inizio a salire per andare a cercare la sterrata che mi porterà al sentiero Beltrami.
Una deviazione mi porta su una salita durissima, ripida, fino ad un bivio. Qui decido di non scendere ma di proseguire, sul gps vedo che la strada si dovrebbe collegare al sentiero Beltrami.
Arrivo a quota 1400, nei pascoli, la strada si fa sterrata, il panorama mi riempie gli occhi… Sul gps la strada prosegue, nel mondo reale NO!
La strada diventa sentiero, abbandonato, ripido, ma vedo le indicazioni per Quarna Sotto. Lo seguo. A tratti si allarga, in altri momenti sono al limite del portage (che a pieno carico non è una passeggiata).
Ora il sentiero si fa quasi impercettibile, coperto di felci che arrivano quasi a coprire la mia bici. Fiducioso e fedele il mio gps indica una poderale a 500 m circa. Continuo la discesa, a tratti in sella (ma mi chiedo se son scemo) e a tratti (lunghi tratti) a piedi, ma vedere tracce di altri biker mi rincuora. Un passaggio di Milk qui ne farebbe un qualcosa di leggendario! A tratti mi ricorda il “Cenerentola” dei miei amici HUTR!

Finalmente arrivo alla poderale. Ovviamente è un sentiero anche questo! Mi guardo in giro. Sono immerso in una foresta fittissima, inizio a pensare che non ne uscirò mai!
Invece, finalmente, la strada si allarga con dei sali-scendi continui e passa in posti bellissimi. Alla fine di tutto ciò si arriva ad una chiesa, finalmente a Quarna sotto, e in un pratino con delle panchine vedo un grosso cartello “parco Fausto Coppi”. Sembra che sia li per me! Onoro “l’Airone” consumando i miei due panini al crudo. Non ho birra per brindare con lui, peccato!
Sulla divertentissima e tortusa strada che porta ad Omegna mi rendo conto di quanto questa Fargo sia guidabile anche da carica, ma mi rendo anche conto di aver forato la ruota posteriore. Riparazione al volo e scambio due parole con un ciclista che pare più felice si fare una sosta (lui sta salendo!) che di parlare, ma quando vede la mia bici e le mie borse Revelate mostra un interesse incredibile… Quando gli dico che arrivo da Aosta per poco sviene!!!
Giunto sul lago d’Orta mi viene una mezza idea di circumnavigarlo, ma una vocina mi dice:”vai a cercare un campeggio!”

Il tempo di un gelato e sono sul lago di Mergozzo. Faccio la coda in cinque campeggi per cercare un posto tra i tedeschi. Nulla, Tutti completi. Non hanno un posto per una tenda e una bici… Questa volta mi dico “viva i francesi”!!!! Da loro è impossibile non trovare posto in un campeggio.
Incazzato, scoglionato e deluso arrivo a Verbania, cercando una spiaggia in cui bivaccare nel sacco a pelo. Nulla, tutto privato!!!

Così raggiungo un santuario su una collina, sopra Ghiffa, il sacro monte della Trinità. Sembra il paradiso! Chiostri, cappelle e chiesetta con vista lago, tutto immerso in un bosco!
<Anche oggi Into the wild! Ci sono un po' di fontanelle, ne approfitto per lavarmi al meglio… Non puzzo più, incredibile! Trovo un ristorante nei paraggi, scambio due parole col gestore, mi consiglia un posto per la notte…Domani il giochino si romperà, alle 9 appuntamento di lavoro, dove troverò Ivo che mi riporterà a casa dopo aver fatto il nostro dovere… Peccato che sia già finito, ma questi due giorni mi hanno fatto bene allo spirito, al corpo, alla mente!

P1060072

La mia passione per queste cose sta esondando, non so ancora dove mi porterà ma, devo dirlo, MI PIACE!!

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