A MODO NOSTRO

Era Natale, quindi ormai sei mesi fa, quando sottol’albero trovai una busta, con mittente Samantha… Dentro due preziosissimi biglietti del tour “the end” dei Black Sabbath!

Non sto qui a farvi la morale (o a farmela fare) sulla qualitá della musica che ognuno di noi debba ascoltare, dico solo che per me vedere la band che ha rivoluzionato un ramo del mondo della musica, quasi 40 anni dopo il loro primo album, sarebbe stato un sogno.

Siccome peró a me piace parlare di bici, vi racconteró come ci siamo andati al concerto, a Verona. 

Sí, certo, ovvio… Ci siamo andati in bici! Purtoppo il pochissimo tempo a disposizione ci ha costretti ad una partenza inusuale per noi, che amiamo partire da casa, ma la storia inizia prima.

Dopo a er lanciato il sassolino “ci andiamo in bici al concerto?” e dopo la (ovvia) risposta “figo, sì dai!” ottenuta da Samy, mi sono messo a preparare una traccia gpx da poter seguire per la trasferta, cercando come sempre sterrati a piú non posso, strade ciclabili e secondarie… Pronta la traccia, presi i contatti, visti i treni per il rientro, eccoci in auto, domenica mattina alle 6 spaccate, in direzione Milano.

Ecco l’inusuale punto di partenza: il duomo di Milano!


Il cielo uggioso sopra le nostre teste non promette nulla di buono, ma questa volta non ci stiamo, teniamo lo sguardo basso e iniziamo a percorrere la via disegnata al pc: passiamo dalla Stazione delle Biciclette, negozio del mio amico Pigi, per imboccare la traccia che percorsi nel 2013 per la “Milano-Cremona”, forse il primo evento gravel italiano quando ancora nel linguaggio ciclistico italiano la parola “gravel” non era ancora arrivata.

Qualche colpo di pedale e appena fuori San Donato eccoci immersi nella natura! Ci sono voluti 20km per lasciare milano e trovare sterrati e campagna, ma percorrere le strade milanesi la domenica mattina, deserte e silenziose, non è stato nemmeno male!


Ovviamente non senza problemi (dato che la traccia ricalcata era un po’ datata, proseguiamo il cammino, sbagliando un paio di volte (o meglio, trovandoci in posti dove di strade proprio non ce n’era traccia) pedalando nella campagna, per una volta rigogliosa con le dorate spighe di grano e le alte piante di granturco a farci da cornice sotto un cielo via via più celeste, fino a diventare quasi del tutto limpido.


Guadi, sottopassi, attraversamenti ferroviari… Lasciamo la parte piú o meno conosciuta del percorso e iniziamo a navigare lungo posti nuovi. Il mio tracciato passa per zone che non abbiamo mai visto, zigzagando lungo canali, piste ciclabili e ciclovie, ma sempre su strade senza traffico, lasciandoci il piacere di pedalare senza l’assillo delle auto che sfrecciano a velocitá doppia o tripla (quando va bene) accanto a noi. Ci fermiamo per un panino, facciamo uno spuntino pedalando e alle 17.00, in una gelateria tra Orzinuovi e Montichiari, cerchiamo uma stanza per la notte; l’idea é di arrivare a Desenzano sul Garda, per Una cena romantica in riva al lago, tanto non c’é fretta, gli hotel visti accettano il check in. Fino alle 23.30!


Ci cade però l’occhio su un b&b, “Villa Matilde”, che dalle foto sembra stupendo! Una villa in pietra arroccata su un poggio, a qualche km da desenzano… Prenotiamo con booking e ci rimettiamo a pedalare, tranquilli, finché non mi sorge il dubbio: “non é che il b&b non accetta check in dopo una certa ora?”. Infatti, dopo un veloce controllo, ecco la risposta: entro le 19.30. Mancano 2 ore esatte, abbiamo pedalato per 120km e ne mancano 50! Ecco che, dopo una giornata in sella, dobbiamo fare le corse! Per fortuna dal b&b Paola ci chiede a che ora pensiamo di arrivare e prevedo un 19/19.30… Siamo costretti a tagliare qualche pezzo di traccia per giungere in cima al poggio alle 19.15, dopo 172km pedalati, stanchi e affamati! Paola ci accoglie simpaticamente, ci da massima disponibilitá per parcheggiare le bici in modo sicuro, e ci accompagna nella bellissima stanza che ci accoglierá per la notte.

Mangiamo cena alla vicina pizzeria, e alle 21.30 cadiamo in un sonno profondo!

Alle 9.30 di lunedì, dopo un sonno ristoratore e una colazione da campioni (al limite del sovrapprezzo per la stanza!!!) riprendiamo la marcia, quasi tutta su asfalto, nelle colline lungo il lago di garda. Il paesaggio ora piú vario, collinare, e il percorso continua asnodarsi lungo ciclovie ben segnalate, navigabili anche senza gps. Pedaliamo per tutta la mattina, tranquillamente, da secondo giorno in sella, sempre il piú bello perché ti fa capire che sei in viaggio e non in giro per il “solito” giro domenicale, e appena dopo mezzogiorno siamo davanti all’arena di Verona!


Da qui finisce la parte ciclistica del nostro viaggio e inizia quella di amicizia e condivisione! Andiamo in stazione, prendiamo i biglietti del treno per l’indomani mattina (treno delle 6.42) e raggiungiamo la casa del nostro amico Michele Pigozzi (che ha una bottega ciclistica molto interessante in centro a Verona); a casa Pigozzi veniamo ospitati per la notte, dopo il concerto. Mentre siamo lì a chiacchierare mi manda un messaggio Ilaria, amica biker di lunga data conosciuta nel mondo delle singlespeed, che ha piacere di trovarci per un saluto nei pressi dell’arena  (devo dire inaspettato ma molto piacevole).


Tutto liscio insomma, anche il meteo che ci ha graziati persino il martedì mattina presto quando per andare in bici alla stazione, ci siamo infilati tra un temporale e l’altro senza prendere nemmeno una goccia d’acqua!

Il viaggio finisce con due ore di treno, due di auto, una doccia veloce, un pranzo fugace ed un rientro al lavoro alle 14.30 spaccate, perchè se si aspetta di avere tanto tempo libero per vivere piccole avventure, alla fine, si finisce per non fare mai nulla!

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